Manifesto.

Polis è una forza popolare e democratica che nasce dall'amore per la nostra terra, consci che un' epoca sta tramontando, con le sue belle e brutte stagioni,ma anche fiduciosi che la nuova, grazie alla partecipazione di tutti, possa essere migliore. Noi crediamo nei valori di onestà e solidarietà che le donne e gli uomini del passato di Faicchio ci hanno trasmesso. Noi crediamo nelle capacità e nella determinazione con cui questa nuova generazione affronta le difficili sfide del nostro tempo. Noi crediamo nel nostro territorio, nelle sue innumerevoli bellezze naturali, nelle sue tradizioni e nella sua importante storia. Per tutti questi motivi, riteniamo che è nostro dovere storico, oggi più di ieri, difendere questa nostra terra sacra dai pericolosi tentacoli di forze eversive e dal degrado sociale e culturale in cui rischia di precipitare. Così liberamente si diffonde nella nostra comunità una nobile e moderna visione del bene comune depurata dalle vecchie logiche della politica clientelare e affaristica. E' un rinnovamento culturale quello che i giovani di Faicchio intendono propagare dovunque ci siano altre orecchie in grado di recepire. E' necessario dunque risvegliare quel senso di responsabilità soprattutto nella parte sana di questo paese, perchè è giunto il momento di creare quella società giusta, di eguali e meritocratica di cui questa nobile comunità è degna. Giovanni, Emanuele.
Questo progetto vuole essere uno spazio aperto, che vada oltre le idee politiche, siano di destra o di sinistra e che vuole coinvolgere chiunque voglia, senza pregiudizi, chi ha idee diverse, dando voce a chi vuole, ai cittadini e a chiunque interviene o segue questo blog.

sabato 2 aprile 2011

La questione ambientale

Dopo molto questo spazio si riaggiorna. Eravamo nati come una pagina interattiva di confronto e soprattutto di informazione obiettiva e non di parte. Ma che allo stesso tempo sapesse prendere delle posizioni nette, chiare, critiche nei confronti delle vicende descritte, proponendo articoli anche di netta contrarietà quando necessario verso talune condotte o fatti palesemente vergognosi di protagonisti e di attori o di fatti delle cronache descritte. Sia che esse riguardassero fatti locali che questioni ed eventi di larga scala. Ognuno ha potuto e può constatare il filo conduttore e lo spirito che lo guida semplicemente leggendo ed esplorando il blog.

Oggi tuttavia ritengo importanti fare alcuni ordini di considerazioni per arrivare a parlare un attimo della “questione ambientale”, visto l’avvilente scenario che noi cittadini siamo costretti ad osservare e lo spettacolo indecoroso messo in scena da coloro che a parole e solo a parole affermano di volere il bene del paese che amministrano.

Riaggiorno il blog dopo aver constatato la continuazione di disagio di alcune zone del territorio del paese ancora prive di Adsl, problematica che da noi era stata affrontata anche con richiesta ufficiale all’ente comunale e che pare sia oggi in via di risoluzione. O forse così si dice o almeno si spera essendo stata una promessa elettorale di chi amministra.

Sempre, nel mettere in discussione certe scelte o certi problemi, questo spazio nulla ha avuto e ha a che vedere con coloro che si avversano squallidamente e che si rincorrono sullo stesso terreno gettando discredito su Faicchio in particolare ma su un territorio che comprende l’intero circondario e nel fare ciò prendono a picconate le istituzioni che rappresentano. Siano essi esponenti di maggioranza o di minoranza. O meglio: sia di maggioranza che di minoranza insieme. E quel che più stupisce è la lotta e lo scontro intriso di odio personale tra personaggi responsabili di un degrado crescente a tutti i livelli ed altri che nello sbandierare presunti interessi dei cittadini perseguono scopi personali dietro la pratica della buona azione politica. Quindi spregevoli quanto gli altri. Vi sarebbe da vergognarsi eppure tutto sembra lecito e normale. Come se il rispetto per i cittadini non esistesse e la cittadinanza contasse in campagna elettorale e basta. Non quando lavora e produce per il territorio né quando deve da sola far fronte a istanze e problemi che la realtà quotidiana comporta. Secondo loro solo in campagna elettorale contano i cittadini…per il tempo restante li si elogia e prende in giro, solo allora conta chi deve votarti. Quando ci si scontra e gli uni vogliono sostituirsi agli altri … ma sullo stesso terreno… che è fatto di odio, di invidia e di sole critiche senza soluzioni. Senza un confronto o con un confronto limitato (come quello di taluni gruppi fb in cui si cancellano i commenti di chi è disposto al confronto casomai perché sono scomodi secondo la propria ideologia e si distanziano dai propri interessi e scopi). Ma di conseguenza anche dalla verità.

Oppure avvalendosi di metodi basati sulla denigrazione come spesso è avvenuto nei confronti del blog in cui quest’articolo è pubblicato in cui è stato talora lasciato qualche commento di denigrazione da parte dell’Anonimo che così denota la sua pochezza. Torno ad aggiornare questo spazio dopo vicende personali che mi hanno riguardato e che tutti conoscono legate alla malattia di mia madre e dopo aver assistito da vari tempi ormai alla pubblicazione in rete, via fb, di immagini che descrivono il degrado che circonda il territorio da parte di qualche concittadino e di qualche consigliere.

Dal momento che si tratta di una questione importante e che ritengo non possa essere strumentalizzata sulla pelle dei cittadini che si ammalano e che muoiono. Siano essi parenti di chi amministra che no, come nel mio caso, penso sia necessario porre un argine a quello che sta succedendo. E’ un problema che va risolto e che tanto più avrebbe dovuto indurre anche il primo cittadino a risolverla a seguito della sua vicenda personale e che avrebbe dovuto portare anche qualche esponente dell'opposizione a smettere di strumentalizzare una vicenda della quale in fondo non hanno neanche loro alcuna considerazione. Né i responsabili del degrado, non imputabile a singoli ma a tutti, né coloro che oggi vogliono usarla come strumento per abbattere l’avversario politico hanno considerazione vera del problema. E’ facile non fare niente per risolvere un problema, altrettanto facile scattare una foto, fare una denuncia. Facile tanto quanto non tenere conto delle conseguenze che la mancata risoluzione del problema comporta e le cui responsabilità si vogliono riversare sull’avversario politico sebbene siano di tutti. E’ facile la risoluzione del problema gettando nel discredito un territorio che si dice di voler valorizzare e di cui si dice si vuole il bene e che già da troppo soffre ed è stato penalizzato ed è stato annientato da tutti coloro che oggi mettono in scena uno spettacolo così basso. Fosse stato così facile la questione ambientale sarebbe stata risolta da tanto.

E visto che ho sempre tenuto a cuore la questione ambientale pubblico una delle tante foto che il sottoscritto già nel 2008 aveva scattato non certo per diffonderla ad altri scopi ma sulla base delle quali era stata proposta all’ente comunale la chiusura di una strada in cui veniva frequentemente riversate immondizie con richiesta di ripulitura e bonifica. Personalmente ad inizio marzo di quest’anno ho provveduto a ripulire parte della strada che collega il parco Arenella alla contrada Cese munito di sacchi e senso civico che chi discute e pensa di voler risolvere questioni delicate per la vita stessa delle persone strumentalizza e pensa di poter risolvere con un’azione politica così bassa. Gli uni contro gli altri. Maggioranza contro minoranza. Sindaco contro consigliere. Qualche consigliere contro il sindaco.

Non avendo alcun rispetto per le persone che davvero nel silenzio hanno tentato e cercano ogni giorno di risolvere una questione che è poi una questione di civiltà come quella ambientale. Spesso nel silenzio appunto. Soli. Con il loro senso civico appunto.

Queste persone non hanno alcun rispetto per coloro che davvero hanno evitato che i nostri territori diventassero discarica di immondizia. Come alcuni singoli cittadini anche del nostro paese, qualcuno dei quali ha pagato anche sulla sua pelle la malattia spesso legata al degrado e ora non c’è più, ma che negli anni scorsi si sono attivamente impegnati nella lotta contro l’insediamento dell’inceneritore a San Salvatore. Dando vita ad una manifestazione di politica attiva che, come l’organizzazione di giornate ecologiche programmate, è una delle soluzioni per affrontare questi problemi che richiedono il contributo di tutti, cittadini compresi.

Costoro non hanno alcun rispetto per la popolazione di un territorio che si vuole fondato sul turismo e che è già in crisi. E soprattutto non hanno rispetto per chi soffre e per chi lotta né per i cittadini costretti a pagare sulla loro pelle le conseguenze oltre che di problematiche e questioni che affliggono i territori e le famiglie anche le scelte di queste persone che se davvero volevano risolvere la questione l'avrebbero già fatto e lo potrebbero fare con risoluzioni e politiche programmate. Con la condivisione di maggioranza e opposizione anzichè gettar fango in aria e nutrirsi di scontri ognuno per perseguire i propri interessi. Senza alcuna considerazione del bene comune e dando luogo a vicende che solo apparentemente risolvono i problemi o non permettono di risolverli affatto.


Giovanni.

sabato 3 aprile 2010


BUONA PASQUA A TUTTI!!!

venerdì 26 marzo 2010

Gianluca Guarnieri, dj conduttore, vince concorso e approda a Radio 1.

di Pietro di Lorenzo. fonte: ufficio stampa rts 102.5

Sei giovani voci nuove avranno la possibilità di far conoscere il proprio talento sulla prima radio italiana. Sono i vincitori del concorso “La radio è di parola” promosso da Radio1 Rai e dal programma “Il ComuniCattivo” di Igor Righetti per celebrare il centesimo anniversario del premio Nobel per la Fisica a Guglielmo Marconi. Il concorso era aperto a tutti gli studenti universitari, delle scuole superiori (purché maggiorenni) e ai giovani fino a 28 anni. In palio, per i primi sei classificati, una co-conduzione di una puntata di alcuni programmi di maggior successo di Radio1. L’iniziativa, sostenuta dal direttore di Radio Rai Bruno Socillo e dal direttore di Radio1 e dei Gr Antonio Preziosi, è stata ideata dal giornalista e docente di Linguaggi radiotelevisivi all’Università di Roma Tor Vergata Igor Righetti.
La valutazione dei candidati si è basata sul contenuto del testo presentato e sulla sua lettura. Sono stati considerati il livello linguistico, la pertinenza all’argomento scelto, la tecnica di conduzione, il ritmo, il timbro e la dizione.
Tra i vincitori c’è un giovane conduttore di Faicchio , già il fatto che è nato in un giorno di primavera inoltrata potrebbe far capire che fior di ragazzo, o meglio di uomo, sia il caro Gianluca Guarnieri. Dal giorno in cui è nato ha dato filo da torcere alla povera madre costretta a sentire il baccano del figlio che cantava, suonava ed ascoltava musica ad altissimo volume. Un baccano però, davvero piacevole dal momento che la voce del Guarnieri è melodia! Ha seguito varie scuole di canto, ma non perché non si trovasse bene in una sola, ma semplicemente per apprendere sempre di più in modi diversi la sua grande passione. I risultati sono stati eccezionali! Lo chiamavano ovunque per allietare serate con piano bar e i tanti matrimoni e concerti con la musica sacra. Poi all’improvviso ha cominciato ad avere la passione per i microfoni (David Edward Ughes, il personaggio più studiato dal Guarnieri) e quindi una smisurata passione a far sentire la sua voce al pubblico sempre rimanendo nel campo della musica… presto è diventato uno speaker di successo con dei propri programmi in radio. Ancora avventure per il Guarnieri senza troppo entrare nei dettagli. Attualmente il Guarnieri conduce “Detto Tra Noi”.

giovedì 11 febbraio 2010

La vergogna di dirsi berlusconiani (ovvero: perchè chi lo è spesso si vergogna di esser tale?)


di Massimo Fini.

Con Berlusconi si manifesta un singolare fenomeno, già noto ai tempi della Democrazia cristiana. Negli anni Sessanta e Settanta erano rarissimi quelli che ammettevano di votare Dc. Ma il partito del "Biancofiore, simbol d’amore" prendeva regolarmente, a ogni elezione, il 30 per cento dei suffragi. Evidentemente chi lo votava se ne vergognava.

Così è con Berlusconi. Nei bar, nelle palestre, in piscina, ai bagni o in qualsiasi altro ritrovo pubblico che raccolga un po’ di gente, nessuno, anche quando il discorso cade sul politico, dice di votare Berlusconi.

E anche fra i giornalisti, a meno che non siano i giannizzeri del Giornale, di Libero, di Panorama, e pure qui non sempre, nessuno ti dice apertamente che sta con Berlusconi. Un poco se ne vergognano, anche loro.

Ma i berluscones si smascherano in modo indiretto. Se uno ha in orrore Di Pietro, considerandolo il vero "cancro morale" di questo paese, è molto probabile che sia un berluscones. Se vi aggiunge Marco Travaglio ne hai quasi la certezza. Se ci mette anche Giorgio Bocca è matematico.

Per Di Pietro la cosa si capisce, perché è l’unico, vero, contraltare politico del Cavaliere e, per soprammercato, porta avanti il discorso della legalità. E i berluscones detestano la legalità, naturalmente quando si pretende di richiamarvi "lorsignori", per gli altri c’è la "tolleranza zero".

Sono i liberali alla Ostellino, alla Galli della Loggia, alla Panebianco, i liberali da Corriere della Sera (scriveva un indignato Panebianco ricordando l’orribile stagione di Mani Pulite: "L’opera di repressione non doveva più occuparsi prevalentemente, come aveva sempre fatto, dei ‘deboli’ e dei reietti, ma poteva rivolgersi anche ai potenti" – Corriere della Sera, 20/9/1999 – e in un altro pregevole scritto "Non parliamo d’altro che di 'corruzione', 'concussione', 'abuso di ufficio' e non ci accorgiamo dei reati di vero allarme sociale che sono quelli della microcriminalità", e ancora "La legalità, semplicemente non è, e non può essere, un valore in sé" – Corriere, 16/3/1998).

Peraltro l’orrore per il "giustizialista" (altra parola magica che smaschera il berluscones occulto) Di Pietro è un poco contraddittorio. L’intera classe politica attualmente in sella, berluscones in testa, non esisterebbe se non ci fosse stato il "giustizialista" Di Pietro. Particolarmente grottesca è l’avversione a Di Pietro degli ex Msi, ex An, oggi Pdl che, dopo essere stati espunti per decenni dalla politica con la truffa dell’"arco costituzionale", tornarono all’onor del mondo proprio grazie a Mani Pulite.

Dove sarebbe oggi, senza Di Pietro, per esempio l’onorevole La Russa, disonorevole ministro della Difesa? Sarebbe ancora nelle catacombe a fare il "cattivo maestro" di ragazzi che poi, sotto quelle suggestioni, andavano magari a rovinarsi tirando qualche bombetta (Murelli e Loi).

Travaglio è scontato. Sulla legalità ha un rigore torinese, jansenista. Sia a destra sia a sinistra per la verità, ma il berluscones non va tanto per il sottile. Quando però gli chiedi cosa rimprovera a Travaglio, farfuglia. Il massimo che riesce a dire è che "con i libri su Berlusconi ci ha fatto i soldi". Che è come dire che Sciascia non doveva fare le denunce di Todo modo perché quel libro ha venduto.

Ma il più incomprensibile, e quindi il più significativo, è Giorgio Bocca. Se in una conversazione salta fuori, per qualsiasi motivo, il nome di Bocca, il berluscones occulto cade in deliquio, fa il ponte isterico, gli viene la schiuma alla bocca e manca poco che venga preso da una crisi epilettica. Eppure Bocca è stato il primo giornalista italiano di sinistra, ma anche non di sinistra, a denunciare sul Giorno, in un memorabile reportage degli anni ‘60, che cosa fosse realmente la gloriosa Unione Sovietica.

Meriterebbe un posto d’onore nel mondadoriano e berlusconiano opuscolo "Il libro rosso degli orrori del comunismo". Invece i berluscones lo odiano. E si vedono anche delle sciacquette del giornalismo nostrano, gente che ha cominciato a scrivere editoriali, cioè temi da liceo, a vent’anni, e a trenta, non avendo fatto alcuna esperienza sul campo, non san più che dire, storcere il naso di fronte al nome di Giorgio Bocca e alla sua straordinaria carriera che gli permette, alle soglie dei novant’anni, di essere ancora perfettamente lucido sulla pagina.

"Non devo alcun rispetto a Bocca" scriveva tempo fa un pinchetto di cui non ricordo il nome, poniamo un Facci qualsiasi, mentre dovrebbe fare i gargarismi prima di pronunciare il suo nome invano. Comunque sia un indizio è un indizio. Tre indizi (Di Pietro, Travaglio, Bocca) fanno una prova.

Quindi se vi capita in casa un tipo mellifluo, che affetta equidistanza, ma quando sente i nomi di quei tre ha reazioni da demonio finito in un’acquasantiera, potete andare sul sicuro: è un berluscones doc. E cacciatelo a pedate nel culo perché non ha nemmeno il coraggio civile di essere ciò che è.

mercoledì 23 dicembre 2009

Buon Natale e Felice 2010!

di redazione.

Buon Natale e Felice 2010 a tutti.
Perchè il Santo Natale e il nuovo anno
possano essere per le nostre terre
e per le nostre genti inizio della speranza
per un futuro migliore.
Un futuro meno precario e più stabile.
Soprattutto per i più giovani e per le famiglie.
Un futuro di rinascita dei valori della libertà e
della solidarietà,
basato sull'amore e non sull'odio.
Un futuro di legalità e di rispetto della convivenza
civile, di rinascita morale e di rinnovamento culturale.
Un futuro di risveglio e di speranza per il domani.
Non facciamocelo rubare questo futuro,
la nostra libertà, la nostra vita.

martedì 22 dicembre 2009

L'ombra di un paese.

di J.Saramago, Portogallo.

Cicerone ai tempi d'oggi, tra voi, italiani, non direbbe "Fino a quando, Catilina, abuserai della nostra pazienza?", ma:"Fino a quando, Berlusconi, attenterai alla nostra democrazia?".

Perchè è di questo che si tratta. Con la sua particolarissima opinione sulla ragion d'essere e sul significato della democrazia, Berlusconi ha trasformato in pochi anni l'Italia nell'ombra grottesca di un paese e una grande parte degli italiani in una moltitudine di burattini che lo seguono, senza rendersi conto che stanno camminando verso l'abisso della dimissione civile totale, verso il discredito internazionale, verso il ridicolo assoluto.

Vista la sua storia, la sua grandezza, l'Italia non merita il destino che Berlusconi ha tracciato con indifferente freddezza e senza il minimo pudore, senza il minimo senso di vergogna per le sue azioni anzi incitando all'odio verso l'avversario-nemico di cui ora si ritiene vittima.
Mi piace pensare che il 2010 si trasformerà nel primo passo verso la libertà e la rigenerazione dell'Italia.
Per fare questo non servono le armi, bastano i voti. Ripongo in voi tutta la mia speranza.

giovedì 22 ottobre 2009

L'ospedale di Cerreto Sannita: perchè opporsi alla chiusura...

di Gianluca Guarnieri.

XVI secolo, Cerreto Sannita già vantava di un ospedale pubblico.
Nella storica Cerreto Sannita “l’ospedale” era ubicato in una casa accanto alla chiesa di San Leonardo successivamente Cattedrale, tutto quanto gestito dall'Universitas che annualmente esibiva un rendiconto degli introiti al Vescovo e 3 carlini ogni settimana ai padri del Santuario della Madonna delle Grazie per la cura spirituale dei ricoverati.
In seguito a terremoti e altri eventi la struttura cambiò per ben 3 volte sede, eravamo nei primi del 1700.
1984, Cerreto Sannita può vantare finalmente di una nuova struttura ospedaliera all’avanguardia, nasceva il presidio ospedaliero Madonna delle Grazie.
Un successo, una comodità assoluta, una tranquillità per l’intera popolazione della valle Telesina per questa meravigliosa struttura che sorgeva non lontano dai paesi della valle.
La struttura conta Pronto Soccorso, Unità Operativa Complessa Diagnostica di Laboratorio, Unità Operativa Complessa Diagnostica per Immagini, "Unità di raccolta fissa" per la donazione di sangue umano, unità Operativa Complessa Anestesia e Rianimazione( questa si dice costata quasi 2 mlrd ma mai andata in funzione causa mancato collaudo), Unità Operativa Complessa di Chirurgia Generale, Unità Operativa Complessa di Ortopedia e Traumatologia, Unità Operativa Complessa di Medicina Interna e Specialistica, Unità Operativa Complessa di Cardiologia, Unità Operativa di Oncologia.
Insomma c’è tutto o quasi, si sa l’attesa per un collaudo potrebbe essere davvero lunga, beh si parlava ancora di Lire.
Oggi la situazione del presidio si aggrava quotidianamente.
La legge regionale 16/08 è una legge che opera drasticamente tagliando fondi ai servizi sanitari e quindi agli ospedali con una teoria abbastanza assurda.
Nell’ultimo periodo si è scatenata una vera e propria bufera nel circondario telesino perché una voce parlava della chiusura dell’ospedale di Cerreto.
E’ da dire che tuttora la struttura è tra le più efficienti, tranne per un collaudo alla rianimazione.
Comitati civici, gruppi spontanei, dipendenti Asl nell’ultimo periodo hanno alzato la voce facendosi sentire e chiedendo la non chiusura dell’ospedale.
Tornando alla legge 16/08, si ci chiede se chi l’ha attuata pensi alle oltre 50.000 utenze che per ricevere assistenza dovrebbero percorrere almeno 30,40 km, si questa meta per raggiungere Sant’Agata de’ Goti.
Proprio in questa zona è sorto da poco il nuovo ospedale S.Alfonso Maria de’ Liguori, struttura moderna interessante nuova…
Ma immaginate una povera moglie di Pietraroja che magari dovrebbe assistere il povero coniuge malato a quasi 50 km di distanza, a differenza dei 15 per raggiungere Cerreto. E’ solo un esempio, si parla di ben 18 comuni interessati dalla chiusura.
Ora cosa bisogna fare?
Parlare di cattiva politica, di poco interesse(dei pezzi grossi), di taglio dei fondi sanitari in modo incomprensibile o stare zitti e subire?
Abbiamo diritto alla sanità.
il Servizio sanitario nazionale (SSN) è il complesso delle funzioni e delle attività assistenziali svolte dai servizi sanitari regionali, dagli enti e istituzioni di rilievo nazionale e dallo Stato, volte a garantire la tutela della salute come diritto fondamentale dell'individuo ed interesse della collettività, nel rispetto della dignità e della libertà della persona umana (art. 1 del D.Lgs. 502/1992).
Giustamente se nessuno ci ascolta potrebbe sembrar inutile urlare, e non si puo’ nemmeno passare di casa in casa come succedeva in antichità, o forse qualcosa sta di nuovo tornando come prima, si ltiga per una casa con l’ospedale all’interno.
Resta purtroppo il fatto che quella moglie dovrà sacrificarsi per suo marito che è lontano da lei.